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Lattosio: cosa dicono gli studi su Fontina DOP

Il formaggio Fontina DOP, insieme ad altri 24 formaggi DOP italiani è stato oggetto di uno studio condotto dall’azienda ELLEFREE srl di Lucca, ideatrice del Marchio di Certificazione Lfree® per prodotti senza lattosio, basato su uno specifico protocollo composto dal disciplinare tecnico-scientifico e rigidi controlli, ripreso e pubblicato da AILI – Associazione Italiana Latto-Intolleranti.

Al giorno d’oggi, infatti, la presenza o meno di questo zucchero negli alimenti è diventata per il consumatore finale un’informazione di grande interesse.

La Fontina DOP è risultata contenere un residuo di lattosio inferiore al limite di quantificazione (LOQ) di 10 mg/Kg LOQ, al termine della stagionatura prevista, conseguenza naturale del tipico processo di produzione. Contiene galattosio.

Data la variabilità concessa dal disciplinare di produzione, relativamente alle temperature di stagionatura e alla durata della stessa, si ricorda che è necessario per le aziende analizzare i lotti di formaggio, da loro prodotti, per attestarne i valori riportati dallo studio e dichiararne l’assenza di lattosio, potendo poi riportare in etichetta questa importante caratteristica per i latto-intolleranti.

E.Coli STEC: Non è solo un problema di formaggi

Consorzio DOP Fontina monitora costantemente le produzioni con l’intento di ridurre al minimo i rischi e invita alla lettura di quanto riportato dall’Istituto Superiore di Sanità.

Negli ultimi mesi la problematica delle possibili conseguenze delle contaminazioni, del latte crudo e dei suoi derivati, da E.Coli STEC è tristemente salita alla ribalta delle cronache dopo alcuni casi di bambini in età prescolare che hanno manifestato sintomi più o meno gravi dovuti a infezioni causate da questi microorganismi. Il Consorzio DOP Fontina svolge da anni un’attività di monitoraggio delle produzioni, formazione e trasferimento tecnologico alle aziende, con l’intento di ridurre al minimo il rischio di presenza di tali microorganismi nel latte crudo utilizzato per la produzione della Fontina DOP e poi nel prodotto finito. In merito alla problematica sanitaria ed agli accorgimenti da mettere in atto come consumatore/genitore, vi consigliamo di visionare quanto riportato dall’Istituto Superiore di Sanità relativamente alle varie fonti di contaminazione possibili, al seguente link: https://www.iss.it/stecdal quale riportiamo un breve estratto, da considerarsi non completo e non esaustivo. L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) riporta: Gli Escherichia coli (E. coli) sono dei batteri che si trovano naturalmente nell’ambiente, negli alimenti e nell’intestino delle persone e degli animali. Sebbene la maggior parte degli E. coli siano innocui, alcuni possono causare gravi forme di malattia nell’uomo come gli E. coli produttori di Shiga tossina (STEC). Molti animali, soprattutto bovini, ovini e caprini, possono essere colonizzati dagli STEC a livello intestinale e possono diffondere il patogeno nell’ambiente tramite le feci. La trasmissione all’uomo degli STEC può avvenire attraverso diverse vie, tra cui il consumo di alimenti contaminati, sia di origine animale che vegetale, alcuni alimenti con un rischio maggiore di contaminazione e trasmissione di STEC:
  • Carni e prodotti a base di carne (ad es. hamburger, polpette), specialmente di origine bovina, consumati crudi o poco cotti.
  • Latte crudo non pastorizzato e prodotti lattiero-caseari a base di latte crudo.
  • Vegetali e frutta non lavati e consumati crudi. Questi alimenti possono venire accidentalmente contaminati durante la fase di coltivazione per contatto con reflui di origine zootecnica o civile, anche per utilizzo di acque contaminate.
Contatto con animali con infezione da STEC o mediato dall’ambiente, il contatto con bovini, ovi-caprini o altri ruminanti domestici o selvatici è un’importante via di trasmissione di STEC, specialmente in relazione alle attività didattico-ricreative nell’ambito di scuole fattoria, agriturismi, petting-zoo. Il rischio di infezione da STEC è anche ambientale in quanto le aree frequentate dagli animali (es. aree di pascolamento) potrebbero essere contaminate da feci e deiezioni animali. Ingestione accidentale di acqua contaminata, tra le esposizioni ambientali, particolare attenzione deve essere dedicata alle acque ad uso ricreazionale (es. piscine e acqua park), acque di balneazione e soprattutto alle sorgenti di acqua non controllata.
Infografica infezioni da STEC