La Fontina DOP nella cucina valdostana, dalla polenta concia alla fonduta

Chi meglio della cucina valdostana può impreziosire la Fontina DOP? Ricette semplici, facili da preparare e anche molto gustose, capaci di far risaltare tutte le caratteristiche della Fontina DOP.

Dalla fonduta fino alla Favò, la consistenza morbida della Fontina DOP diventa l’ingrediente speciale di tanti piatti belli da vedere e buoni da gustare, con cui fare una gran bella figura in cucina. Per un pasto in compagnia senza rivali.

Il meglio della cucina valdostana: la polenta concia

La polenta concia è uno dei piatti più popolari e apprezzati della cucina valdostana e con la Fontina DOP è anche meglio.

Per iniziare, versate un litro e mezzo di acqua in una pentola o in un paiolo di rame. Aggiungete un cucchiaio di sale grosso e aspettate che l’acqua arrivi a ebollizione. A quel punto prendete 350 g di farina di mais e versatela a pioggia, avendo cura di mescolare con una frusta in modo da evitare che si formino dei grumi. Dopo di che, abbassate la fiamma e continuate a mescolare, di tanto in tanto, con un cucchiaio di legno per circa 50 minuti.

Mentre la polenta si cuoce, ci si deve occupare della Fontina. Come prima cosa, togliete la crosta e tagliate il pezzo di formaggio a cubetti piccoli. Una volta che la polenta è pronta, togliete la pentola (o il paiolo) dal fuoco, aggiungete la Fontina e 100 g di burro e poi mescolate fino a far sciogliere tutto. Una volta fatto capovolgete la pentola (o il paiolo) su un piatto, un tagliere o una teglia: non fa differenza.

Infine, fondete altri 100 g di burro, da versare, una volta pronto, sulla polenta per renderla ancora più gustosa. Potete aggiungere pepe a piacere: la polenta è pronta per essere servita.

Un classico della cucina valdostana: la ricetta per la fonduta di Fontina DOP

Un altro piatto storico della cucina valdostana è la fonduta di Fontina DOP, deliziosa da accompagnare con mele e pere a spicchi oppure con dei grissini.

Come prima cosa, bisogna togliere la crosta della Fontina. Dopo di che, va tagliata a fettine sottili e disposta in una pirofila, dove vanno versati 600 ml di latte per coprire la Fontina. Prendete la pirofila e riponetela in frigorifero dopo averla coperta con una pellicola alimentare: va lasciata lì per una notte intera.

Il giorno successivo prendete la pirofila e sgocciolate, ma non del tutto, la Fontina: il latte rimasto tenetelo da parte, mentre la Fontina va spostata in una bastardella o in una pentola antiaderente. A questo punto, vanno aggiunti 100 g di burro a pezzetti e la pentola va posizionata sopra a un’altra pentola che contiene acqua in ebollizione; in questo modo si può procedere alla cottura a bagnomaria.

A fuoco medio, fate sciogliere la Fontina mescolando, di tanto in tanto, con un cucchiaio di legno. La massa di formaggio pian piano si scioglierà e diventerà più fluida. È arrivato il momento di aggiungere le uova: prendete sei tuorli e mettete in pentola uno alla volta, avendo cura di mescolare rapidamente per farlo amalgamare a dovere.

Ora è il turno delle spezie: aggiungete pepe quanto basta e poi gestite la densità della fonduta aggiungendo del latte (tenuto precedentemente da parte e scaldato) se la preferite più liquida.

A questo punto non resta che trasferire la fonduta nell’apposito contenitore per la fonduta di formaggio con il fornelletto, grazie al quale manterrà la temperatura ideale. La fonduta di Fontina DOP può essere accompagnata con il pane tostato oppure con delle patate lesse; o, perché no, con dei cavoletti di Bruxelles. A ognuno la sua fonduta.

La pasta nella cucina valdostana: come preparare la Favò

Un altro ottimo esempio di come la cucina valdostana sappia impreziosire la Fontina DOP è la Favò.

Per cominciare – per una porzione sufficiente per 4 persone – prendete 400 g di fave fresche sgranate e buttatele in abbondante acqua salata, già in ebollizione. Dopo 3-4 minuti, aggiungete 400 g di ditalini rigati e portateli a cottura, facendo attenzione a mescolare di tanto in tanto.

Nel frattempo prendete la Fontina e togliete la crosta. Dopo di che tagliate il formaggio a cubetti di circa un centimetro. Prendete un ciuffo di erba cipollina e tagliatelo finemente, e poi sbriciolate senza troppa precisione due fette di pane nero. Prima che la pasta abbia terminato la cottura, è necessario fondere 150 g di burro in una padella antiaderente, meglio se larga, dove soffriggere l’erba cipollina e il pane, che dovrà risultare bello croccante e dorato.

A questo punto scolate la pasta e le fave e trasferitele in una grossa ciotola, dove aggiungere anche la Fontina DOP fatta a cubetti. A questo punto mancano gli ultimi tocchi: condite la pasta con il burro, l’erba cipollina e il pane e poi rimettete tutto in padella. Giusto il tempo di mantecare sul fuoco. Così la Favò è servita.

Questi sono solo alcuni esempi di come gustare al meglio la Fontina DOP con le ricette della cucina valdostana tradizionale. Scoprile tutte nella sezione “In cucina” del sito: sotto le feste stupire amici e parenti è davvero facile.